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VAI DA LUCIGNOLO NON DA FAZIO
post pubblicato in Democrats, il 20 ottobre 2008

È successo venerdì sera, su La7, dopo che Daria Bignardi aveva accolto Concita De Gregorio chiedendole se la minigonna nella nuova campagna pubblicitaria dell'Unità non facesse «un po' Velina». È successo quando l'intervistatrice ha edotto l'intervistata circa l'essere le Winx «terribili». De Gregorio svicolava, e Bignardi insisteva orripilata, «sono delle sciacquette». In quel momento mi sono chiesta: ma quand'è, esattamente, che a «Speriamo che non si droghi» e «Speriamo che non si ammali», si è sostituita, come preoccupazione primaria del genitore di sinistra, «Speriamo che non voglia fare la Velina»? Ho pensato che, a crescere con giocattoli di legno ecosolidali, e non con modelli comportamentali consumisti e superficiali come le Winx, si finisce per diventare adulte che guardano Lerner invece dell'Isola dei famosi, e che pensano l'opinione pubblica venga formata da Eugenio Scalfari e non da Paolo del Debbio.
Ieri, in un avvincentissimo articolo di quelli che riportano la posizione di Bettini e quella di Migliavacca e insomma roba che ogni persona con un mestiere normale si precipita a leggere, il Corriere riferiva un veltroniano «dobbiamo andare un po' in televisione». Ora, se c'è un danno collaterale del rimbecillito dibattito politico in questo paese è che le posizioni non hanno più senso in sé ma solo rispetto a chi altro le prende. Mica vorrai dire che Berlusconi vince le elezioni perché ha le televisioni. Lo dice Flores D'Arcais. Lo dice Travaglio. Se sei una persona di buonsenso devi dire il contrario. Facciamo finta che tutte le posizioni siano vergini di cattive compagnie, e confessiamocelo: solo un ubriaco molesto potrebbe sostenere che certa tv non formi l'opinione pubblica. Certa tv: quella che la sinistra evita accuratamente. Ieri sera, Walter Veltroni era da Fabio Fazio.Fazio è la più popolare tra le scelte nell'ambito "tv di qualità", ma pur sempre una cosa per un pubblico alfabetizzato e benevolente.Se vuole che il suo essere in tv abbia un senso, Veltroni deve puntare a Lucignolo, non a Fazio. Ventiquattr'ore prima, per dire, Sarah Palin, forse il personaggio politicamente meno condivisibile comparso sulla scena negli ultimi decenni, era andata al "Saturday Night Live", un "Bagaglino" americano le cui fortune dell'ultimo mese sono state costruite su un'impietosa irrisione della candidata vicepresidente.
Non è solo che i media amici non servano a niente già di loro: è che i media amici della sinistra non sono mai autenticamente popolari. Conoscete qualcuno che davvero segua il pastone del Tg1? Conoscete qualcuno che davanti alla macchinetta del caffè, in ufficio, dica «non sai cos'ha detto ieri sera Rotondi»? Io no. In compenso conosco gente che, diversamente da chi si occupa di lanciare allarmi democratici perché Rotondi ha più pastone di Bettini, non pranza da Fortunato al Pantheon, ma a casa. È allora, subito prima di "Beautiful", nel momento di massima nazionalpopolarità televisiva, che va in onda "Secondo voi" (con repliche sparse sulle reti Mediaset, in orari adeguati a vari gradi di casalinghitudine). Sono cinque minuti, in cui Paolo Del Debbio fornisce la propria sobria opinione corredata dalle voci della gente presa - a caso, per carità - per strada e interrogata su temi oggettivamente formulati, cose come "I dipendenti pubblici sono tutti dei nullafacenti?", "Perché quest'ondata di violenza bestiale?"
Epperò il problema è il pastone del Tg1. E, quando si cita Fassino dalla De Filippi, i funzionari di partito preposti alla comunicazione, gli stessi che smaniano per dire la loro alle autorevoli telecamere riottesche, se ne scusano come di un incidente di percorso. Il segretario di partito più loffio del passato recente (d'accordo, forse pari merito con Veltroni, ma insomma non cavilliamo) va a incontrare la tata a "C'è posta per te", fa un'unica cosa sensata, un unico gesto gramsciano, e loro se ne scusano. Bisogna battersi perché la propria dichiarazione sulla tal commissione parlamentare venga montata dopo quella della maggioranza, mica andare a cantare "C'era un ragazzo" da Morandi, diamine. Il varietà è roba di cui vergognarsi. Come essere il direttore di un giornale di sinistra e andare a "Domenica in" a discutere di ergastoli con la Parietti. Non si fa. Rischi che ti veda qualcuno al di fuori della compagnia di giro. Qualcuno che non schifa la De Filippi e non ritaglia Panebianco. E persino, che orrore, qualcuno che si sta litigando il telecomando con una figlia che guarda le W
inx.

Guia Soncini-Il Riformista-20 Otoobre 2008


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permalink | inviato da semidiceviprima il 20/10/2008 alle 12:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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