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Rialziamoci e camminiamoci sopra--
post pubblicato in Diario, il 21 febbraio 2008
 
POSTER '08: "ITALIA RIALZATI" IL 6x3 DI BERLUSCONI BUTTA GIU' IL PDL    
20/02/2008
Non voglio fare un analisi dotta del manifesto del Popolo delle Libertà ma solo offrirvi alcuni spunti che indicano una serie di errori clamorosi fatti in questa prima affissione del partito di Silvio Berlusconi.
italiarialzatifm.jpgLa prima cosa che salta all’occhio è che il poster non ha la faccia di Berlusconi, credo sia il secondo poster fatto dal Cavaliere che non contempli il suo sorridente primo piano.
La scelta in questa fase è francamente poco comprensibile e non riesco a coglierne le ragioni, visto che tutta la comunicazione non pubblicitaria è tesa alla polarizzazione dello scontro politico con Veltroni.
La seconda osservazione è che questo 6x3 sottrae non somma, ovvero viene meno il marchio di Forza Italia, si aggiunge questo nuovo marchio del Popolo della Libertà che in comune al vecchio ha le cromature e il nome di Berlusconi, ma si cancella completamente Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini e tutti quei partiti o partitini come ad esempio la DC di Rotondi che vi sono confluiti e che non trovano in questo manifesto una sintesi simbolica di nessun tipo e di nessuna natura.
Manca la narrazione, manca un racconto emotivo, un'immagine suggestiva che ha sempre rappresentato nella comunicazione di Berlusconi capisaldi molto forti.
Dal punto di vista prettamente grafico ed iconografico il poster appare mal fatto, scarsamente leggibile, con gli script confusi e non visibili da lontano, non si comprende dove sta il payoff o per dirla in italiano, lo slogan che è debole: ”Rialzati Italia” è un’indicazione di moto totalmente auto-referenziata che lascia indifferente il lettore.
Quindi siamo di fronte al peggior manifesto messo sui muri da Silvio Berlusconi, proprio nel momento in cui avrebbe dovuto rappresentare visivamente e simbolicamente nei manifesti la svolta e il cambiamento che lui ha voluto con la nascita del PDL.
E’ un poster rinunciatario, non perché Berlusconi come qualche malalingua intende punti al pareggio, o come talaltri sostengono a far perdere bene il PD di Veltroni.
La cultura di Berlsconi come ben sappiamo è fondata sul vincere in tutti i settori della sua vita, dal calcio alla politica, lui ben sa che gli elettori preferiscono votare per un vincente che non per un perdente.
Quindi credo che Berlusconi stia sottovalutando l’importanza della campagna elettorale, e che la viva come un tributo dovuto, una necessità per ritornare a Palazzo Chigi da cui è stato usurpato.
E pensare che proprio lui ha spiegato agli spin doctor, ai tecnici, che le campagne si fanno, e proprio lui ha dimostrato che in campagna elettorale i voti si possono anche perdere….
Non vi è dubbio che sia partito nel peggiore dei modi, ma anche questo è un classico per lui, che non ha a disposizione tre mesi ma solo cinquanta giorni ed un vantaggio stimato tra gli 8 ed i 10 punti che secondo i suoi calcoli possono bastare.
Conoscendo però quanto sono dispettosi gli italiani, se fossi nei suoi panni mi darei una svegliata, anche se mi sembra difficile riprendere nel panorama politico il posto di “venditore di sogni” già occupato da Veltroni. – Luigi Crespi



permalink | inviato da semidiceviprima il 21/2/2008 alle 1:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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